Abbiamo provato il tracking eyes su Windows 10 Insider: ecco qualche considerazione!

di Nikolas Pitzolu 0

Controllare con gli occhi un dispositivo che fino ad oggi avevamo usato con le dita o con il mouse e tastiera? C’è ancora da fare ma il risultato è più che soddisfacente!

Molto del mondo consumer (ancora di nicchia) legato alla tecnologia di tracciamento degli occhi è legato al segmento dei videogiochi: questo è valido se decidiamo di analizzare il panorama della tecnologia applicato al miglioramento delle prestazioni Gaming.

Ma al mondo ci sono molte persone con disabilità motorie o che, per un motivo o per l’altro, non possono usare le mani per interfacciarsi con i dispositivi tecnologici di tutti i giorni. E che hanno di diverso queste persone speciali per non poter avere l’opportunità di utilizzarli come facciamo noi, persone più fortunate di loro?

Tra le altre cose, il progetto è stato stimolato al suo adempimento da una storia particolarmente cruda, legata al giocatore di Football Steve Gleason: Steve era un giocatore talentuoso del mondo dello sport Americano, ma un giorno gli è stata diagnosticata la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Questa è una malattia davvero infame in quanto causa una progressiva morte dei neuroni che controllano i muscoli.

La stessa malattia che ha colpito il fisico teorico Stephen Hawking, per intenderci.

Durante il corso della malattia, Steve si accorse che avrebbe avuto bisogno da lì a breve di “più tecnologia” a lui dedicata per poter interfacciarsi con il mondo che gli stava attorno… Così ha contattando Microsoft per proporgli la sfida di aiutarlo in tal senso con la tecnologia!

E così arriviamo ad oggi…

L’azienda di Redmond, che ha lavorato alla tecnologia di controllo del software con gli occhi in collaborazione con Tobii, ha specificato che attualmente tutti gli iscritti al Windows 10 Insider possono testare la funzione: ovviamente non basterà la fotocamera frontale incastonata negli chassis dei propri monitor dei PC/notebook/ultrabook/tablet, etc, ma servirà una fotocamera realizzata ad Hoc che si occupa proprio di tracciare il movimento dello sguardo e degli occhi: ed è qui che entra in gioco Tobii!

Microsoft ha anche azzardato una data per il rilascio in versione stable del software che si interfaccerà con la fotocamera Tracking, definendola per metà prossimo anno: comunque per l’aggiornamento successivo al Fall Creators Update.

Dicevamo, Microsoft ha bisogno di un partner per completare e rendere fruibile una funzione del genere; per questo compito è stato scelto Tobii: quest’azienda è leader nel settore dell’eyes tracking e realizza soluzioni consumer per i gamers, che però sono adatte anche a soluzioni legate all’accessibilità!

Quindi le due aziende hanno avuto modo di sviluppare negli anni – il progetto è nato nel 2013 – questo nuovo metodo di accessibilità riferita alle persone con difficoltà motorie, arrivando ad oggi con la Beta disponibile sul circuito Insider di Windows 10!

Per ora è possibile utilizzare il Tracking Eyes solo con il Tobii eye tracker 4C ma nella forma finale verranno resi compatibili anche gli altri tracking attivi di altre aziende!

Abbiamo provato la modalità di controllo con gli occhi con Surface Pro 4!

Prima di fare qualsiasi cosa, è bene ottemperare e rispettare questi punti:

  • Accessorio Tobii Eye Tracker 4C (acquistabile qui);
  • Aggiornamento alla Build 16257 di Windows 10 (accessibile solo se fate parte del circuito Insider);
  • Installare la Suite 2.10.11.6458 a corredo dell’accessorio;
  • Prima di utilizzare alcunché, fate un controllo su Windows Update per verificare la presenza di aggiornamenti driver (in forma Beta);
  • Dal menù impostazioni, attivare il controllo occhi in Accesso facilitato/altre opzioni.

Non appena si attiverà l’interfaccia del controllo occhi, comparirà il Launchpad: una barra rettangolare che ci consentirà di selezionare quello che dobbiamo fare nell’immediato, all’interno di ogni schermata in cui ci troveremo. Presente 4 pulsanti con la possibilità di rovesciare la schermata di 180 gradi, richiamare la tastiera a schermo, utilizzare il text-to-speech o semplicemente utilizzare il cursore del mouse.

Contrariamente a quando una persona possa pensare, il controllo e la selezione di un elemento (equiparabile al tasto Enter o al singolo/doppio click del mouse quando si seleziona un elemento/apre una cartella) si effettua posizionando lo sguardo sopra l’elemento di interesse e tenendolo fisso per circa un secondo (il tempo è modificabile).

Si potrà anche scegliere un altro metodo di interazione: ovvero, la possibilità di “preselezionare” il punto con cui vorremo interagire e, una volta sopra, guardarlo per circa un secondo. Si aprirà un menù contestuale con la possibilità di scegliere se simulare un click singolo con il mouse, un doppio click o un click del tasto destro!

Invece la tastiera si potrà controllare in primis selezionandola nel contesto nella quale usarla (con il Launchpad), poi si può decidere come lei debba seguire il nostro sguardo per recepire i comandi!

L’utilizzo come per il mouse è simile anche qui: sguardo rivolto verso una lettera, se staremo circa un secondo ad osservarla la selezioneremo e andrà a comporre il nostro testo! Comunque l’immagine qui sopra è senz’altro più chiara!

E poi c’è la tastiera a digitazione vocale: si pronuncia una frase e, nel mentre parliamo, verrà composta come una sorta di anteprima testuale. Fatto ciò ricontrolleremo il testo e, se tutto è corretto, possiamo osservare il tasto invio per confermare!

Comunque, nelle impostazioni di controllo degli occhi, è possibile decidere vari parametri: come il tempo la quale bisogna tenere lo sguardo su una lettera per immetterla nel box del testo, attivare/disattivare le varie forme di scrittura.

Ovviamente al controllo degli occhi sono destinate le funzioni principali d’interazione ma non si esclude che queste verranno sempre più elaborate e moltiplicate nel tempo.

Durante la nostra prova non si è rivelato particolarmente difficile impartire comandi con occhi e sguardo, semplicemente è più lento (ovviamente per noi) di un immissione standard con mani, dita, mouse e tastiera.

Segnaliamo solo l’indicazione che dovrete fare in modo di concentrare il volto sulla fotocamera, la facilità di immettere un comando errato (sopratutto alle prime armi) è facile. Ma con un po’ di pratica tutto migliora!

L’accessorio di Tobii si può posizionare sopra lo chassis superiore del notebook (nel nostro caso un Surface Pro 4) e la configurazione e la calibrazione è come un tutorial: guarda qui per confermare la posizione, guarda qui un secondo per confermare la selezione, muovi gli occhi seguendo il percorso simulato per calibrare.

Ripeto, per le persone a cui non serve effettivamente questa tecnologia ci sarà un sentimento di “lentezza” ma, infatti, il prodotto per come è stato studiato è diretto alle persone sfortunate che hanno contratto difficoltà motorie!

Detto questo, ho già provveduto a dare un Feedback positivo a Microsoft, in quanto l’esperienza è di facile comprensione e il tracking è sempre attento ai movimenti degli occhi, scaglionando per bene i centesimi di secondo che devono passare per selezionare i comandi a schermo.

 

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